Questo è il podcast di storia romana dalle origini a Giustiniano. Biografie, battaglie e curiosità raccontate con passione. Dalla Repubblica all’Impero, le vite dei protagonisti che hanno fatto la storia.

Prossimo Episodio - In arrivo il 29 ottobre 2026
Nerone, l'imperatore artista che incendiò Roma
Nuovo episodio

Claudio, un imperatore inaspettato

Pubblicato 15 ottobre 2026 | Stagione: L'età dei Cesari
Claudio, un imperatore inaspettato

Dopo l’assassinio di Caligola, i pretoriani cercano un nuovo imperatore e trovano Claudio, lo zio deriso e ritenuto incapace. Il suo regno però smentisce ogni giudizio: Claudio fu un riformatore pragmatico, un grande amministratore, ma anche un uomo circondato da intrighi di palazzo, mogli ambiziose e liberti potenti, che trasformano il potere in un gioco pericoloso e senza tregua.

Tiberio, l'imperatore che non voleva regnare

È il 14 d.C. e il Senato chiede a Tiberio di assumere il peso del trono lasciato da Augusto. Ma l’imperatore che non voleva regnare era un uomo di grande capacità e grande solitudine: generale, amministratore e, nel profondo, un uomo schiacciato dall’ombra del suo predecessore, costretto a vivere tra sospetti, delazioni e il peso di una Roma che non sapeva più distinguere tra governo e tirannia.

Introduzione alla seconda stagione: l'età dei Cesari

Augusto ha gettato le fondamenta del nuovo ordine romano. Con l’Impero, la Repubblica cade e nasce un’era di potere assoluto, gloria e crisi: da Tiberio a Nerone, da Vespasiano a Traiano, da Marco Aurelio ad Aureliano, ogni sovrano ci porterà tra la grandezza della Pax Romana e il baratro del potere senza freni.

Il tramonto della Repubblica

Pubblicato 18 giugno 2026 | Stagione: La Repubblica
Il tramonto della Repubblica

Una piccola città sulle rive del Tevere diventa padrona del Mediterraneo. Poi crolla sotto il peso della sua stessa grandezza. In questo episodio conclusivo ripercorriamo l’intera parabola della Repubblica: le guerre puniche, i Gracchi, Mario e Silla, Cesare e il Rubicone, fino ad Azio. E capiamo perché il crollo era inevitabile — e perché Ottaviano fu l’unico a trovare una via d’uscita. La prima stagione finisce qui. La seconda ci porterà nell’età imperiale: le grandi dinastie, la Pax Romana, gli uomini e le donne che hanno plasmato la civiltà occidentale. L’attesa ne varrà la pena.

Ottaviano Augusto, il fondatore di un nuovo mondo

Roma è dilaniata dalle guerre civili. Giulio Cesare giace morto, pugnalato da senatori che si proclamano liberatori. I generali si combattono per il potere, le legioni marciano su Roma, la Repubblica agonizza dopo un secolo di sangue. Sembra la fine.Ma tra i pretendenti c’è un ragazzo che nessuno prende sul serio. Ha diciotto anni, una salute fragile, nessuna esperienza militare. Eppure eredita il nome più potente di Roma e un impero in fiamme. Ottaviano capisce una verità semplice: per sopravvivere in un mondo di generali, devi pensare dieci mosse avanti. Conquista il popolo con  Continua...

Giulio Cesare, l'uomo che Sfidò la Repubblica

Gennaio 49 a.C. Gaio Giulio Cesare si ferma sulla riva del Rubicone. Dietro di lui la Gallia conquistata, un esercito devoto, dieci anni di gloria. Davanti l’Italia, Roma, il Senato che gli ordina di sciogliere le legioni. Tornare da privato significa processo e rovina. Esita, poi pronuncia: ‘Alea iacta esto’ – sia lanciato il dado . Con la XIII legione attraversa il fiume. Roma non sarà più la stessa. In otto anni ha conquistato la Gallia intera: battaglie impossibili vinte con genio tattico, il doppio assedio di Alesia che ancora oggi stupisce gli strateghi, ponti costruiti  Continua...

Marco Tullio Cicerone, l'ultima voce della Repubblica

Roma vive i suoi ultimi decenni di Repubblica. Dopo le proscrizioni di Silla, dopo le riforme di Mario, la città è stanca. Gli eserciti rispondono ai generali più che allo Stato. Il denaro compra voti. La violenza entra nel foro. In questo mondo dominato dalle spade compare un uomo che crede nel potere delle parole. Marco Tullio Cicerone è un provinciale senza antenati nobili, un avvocato che conquista Roma con i discorsi. Diventa console, smaschera congiure, combatte la corruzione. Ma ogni sua vittoria porta con sé un prezzo nascosto. Quando prova a fermare i padroni di Roma con le orazioni,  Continua...

Lucio Cornelio Silla, il dittatore del terrore e delle riforme

Roma è dilaniata dalla guerra sociale. Alleati di secoli si ribellano, città bruciano, famiglie si dividono. Quando il console Lucio Cornelio Silla si vede strappare il comando contro Mitridate da un voto assembleare, compie l’impensabile: marcia su Roma con sei legioni armate. Per la prima volta un esercito romano entra nella città. Il tabù è spezzato. Dopo aver vinto in Oriente, Silla torna e sconfigge i marianisti a Porta Collina. Diventa dittatore con poteri illimitati. Riforma il Senato, riorganizza le magistrature, sistema la giustizia. Ma il suo regime porta il terrore: le  Continua...

Gaio Mario, l’homo novus che rifondò le legioni

I piccoli proprietari romani tornano dalle guerre rovinati, e l’esercito tradizionale basato sul censo rischia di restringersi proprio mentre i nemici premono ai confini. Nel 105 a.C. Cimbri e Teutoni annientano ottantamila legionari ad Arausio. È il disastro più grave dai tempi di Canne. Roma trema.​ Ma c’è un uomo che viene da Arpino, senza grandi antenati, senza nome illustre. Gaio Mario è un homo novus che ha imparato a combattere sul campo, non nei salotti aristocratici. Per salvare Roma compie l’impensabile: apre l’esercito ai poveri, trasforma nullatenenti in  Continua...

Tiberio e Gaio Gracco, la Repubblica sull’orlo della crisi

Due fratelli, una città in crisi. Un’aristocrazia che si arricchisce con i latifondi e gli schiavi, contadini cacciati dalle campagne, una plebe urbana sempre più povera. Roma domina il Mediterraneo, ma rischia di avere sempre meno cittadini e sempre più sudditi. In questo episodio seguiamo Tiberio e Gaio Gracco, giovani nobili cresciuti all’ombra di Scipione l’Africano, che decidono di usare le leggi come arma. Limitano l’appropriazione dell’ager publicus, vogliono restituire la terra ai contadini, rendono lo Stato responsabile del grano e provano ad allargare i diritti oltre l’élite  Continua...